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News: Bagno Vignoni
Festival della Valdorcia 1 - 15 agosto
2011 Venerdì 5 agosto ore 22,00 Parco dei Mulini: Venerdì 12 agosto ore 22,00 Parco dei Mulini: Domenica 14 agosto ore 22,00 Loggiato di Santa
Caterina
A Bagno Vignoni "I colori del libro"
Un'iniziativa del Comune di San Quirico d'Orcia con il contributo della Regione Toscana e Provincia di Siena. Ufficio Turistico
dal 6 agosto al 4 settembre
2011 Mostra fotografica "Close
Landscapes" di Andrea Calabresi & "Visioni Stenopeiche"
di Gianluca Perrone Inaugurazione sabato 6 agosto ore 15,00 (visitabile durante l'orario
di apertura dell'Ufficio Turistico) Bagno Vignoni
Il nome di questo antico
borgo deriva da
Vignoni,
castello già noto nel XI secolo, le cui tracce dominano l’altura sopra
il borgo, e dalle acque termali usate fin dall’epoca romana, come
testimoniano numerosi reperti archeologici che si trovano nella
collezione Chigi di Siena, Museo Archeologico Nazionale.
Nel XII secolo il “Bagno”
era soggetto alla famiglia Tignosi, signori di Tintinnano, ora Rocca d’
Orcia, sotto la cui signoria rimase fino alla fine del ‘200; all’inizio
del ‘300, Bagno Vignoni
ed i borghi e castelli circostanti, passarono in possesso della famiglia
senese dei Salimbeni, a cui rimase fino al 1417, quando il secondo
marito di Antonia Salimbeni, Attendolo Sforza,
lo vendette al comune di Siena.
Nonostante i numerosi
episodi di guerra, devastazioni ed incendi che coinvolsero la
Val d’Orcia
nel corso del medioevo, l’assetto del
borgo di Bagno Vignoni è
da allora rimasto sostanzialmente immutato fino ai nostri giorni.
Il villaggio si sviluppò in una spianata,
a metà fra il colle di
Vignoni e la ripida gola formata
dal fiume Orcia, intorno
ad una grande vasca rettangolare, entro cui sgorgano le acque: questo
elemento che è il futuro generatore dell’impianto del borgo e tuttora
il centro del villaggio, costituisce un evidente richiamo ad alcuni
aspetti propri degli impianti termali romani.
Intorno alla vasca si disposero le abitazioni, le
locande ed in seguito la chiesa di
San Giovanni Battista, dove
attualmente è possibile vedere il frammento restaurato dell’affresco
raffigurante Cristo risorto attribuito a Ventura Salimbeni,
originariamente situato nella cappella di santa Caterina. Dalla vasca,
oltrepassato un ponte porticato, le acque raggiungevano le terme e poi
andavano
ad alimentare una serie di mulini disposti sul ripido ciglio degradante
verso il fiume che oggi è possibile visitare grazie. ad un risanamento
conservativo dell’area, recentemente effettuato dal Comune di
San Quirico d’Orcia (Parco dei
mulini).
meno frettolosi: ne esiste
una testimonianza nel diario di viaggio di Michel de Montagne del 1581.
Le acque e le loro virtù curative
ispirarono nel ‘500 a
Lattanzio Tolomei, dotto senese,
un'iscrizione votiva dedicata alle Ninfe, con versi in greco scolpiti su
una lapide tuttora visibile su uno dei pilastri del loggiato di santa
Caterina. Il Comune di Siena
fu sempre molto attento a regolamentare lo svolgimento delle cure
termali nel suo territorio,
e proprio ai bagni di Vìgnoni
sono dedicati due articoli del Costituto della città, dove si prescrive
la separazione dai bagni degli uomini da quelli delle donne, da attuare
a metà fra i residenti del borgo e gli abitanti dei castelli della
Val d’Orda; viene
inoltre stabilito il prezzo da pagarsi per le camere.
Ben presto fiorirono nuovi interessi e
studi sulle acque minerali e i bagni: fra gli autori che parlano di
Bagno Vignoni
spicca il medico Andrea Bacci, |
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